martedì 3 novembre 2009

...lievemente la notte

Ti guardo, ti lascio addormentare,
anche se non sarò nei tuoi sogni,
al tuo risveglio mi troverai qui.

venerdì 23 ottobre 2009

liberi nel cuore



La felicità è un attimo,
è cosa nota a tutti,
nonostante ciò tutti noi facciamo l'errore,
tentando di concatenare quegli attimi,
pensando siano in qualche modo correlati.



Come fuochi di artificio,
uno alla volta negli occhi,
tutti mischiati solo nella mente,
nel cuore, ci possono stare tutti,
ma come libere emozioni, indipendenti.

Non esiste un solo filo,
noi lo immaginiamo e sciocchi lo annodiamo,
siamo noi a tessere la tela,
quella stessa che ci toglierà il senso di libertà,
illudendo che il mischiare nella mente,
unisca anche quelli nel cuore.

L'unica possibilità è crescere nella coscienza,
accettare la felicità come evento indipendente,
ed aprire il cuore, ai singoli attimi, liberi,
che c'è posto in abbondanza, se ce lo concediamo.

Come le particelle sospese di un arcobaleno,
ognuna viaggia nell'aria con attorno le altre,
siamo noi a vedere colori fermi,
le particelle d'acqua continuano a fluttuare,
libere.

sabato 17 ottobre 2009

Sono io, quello nella foto


Mi vedi,
sono piccolo come fossi solo una sagoma,
un omino di carta, ma,

oggi sento che potrei abbracciare il mondo intero.

?!!

domenica 11 ottobre 2009

...dipancia









Da piccolo,
inginocchiato sul bordo,
riempivo quella grande vasca bianca di acqua,
lo scroscio in caduta libera dal grande rubinetto,
era già da solo uno spandersi di gioiosa immaginazione,
pian piano che saliva l'acqua verso il bordo,
il bianco della vasca si colorava di tenue celeste,
era il mio mare,
teatro ove provare gusci di noci con improbabili vele latine,
là dove, comunque,
fra i sogni avrei imparato un modo per rimanere a galla.

Da ragazzo lo stesso foglio con cui ero ormai bravo
nel fare barchette di carta da lasciar navigare,
lo riempivo di scritti smielati e romantici,
per far naufragare i velieri di ragazze lontane,
naviganti verso i miei orizzonti e verso quelli d'altri.

Da uomo, sono sempre sul bordo di una vasca,
forse non mi sono mai alzato in piedi,
però ho preso un foglio più grande,
ci ho disegnato un cuore rossissimo che lo occupa tutto,
ho fatto la barca più bella della mia vita
e l'ho lasciata galleggiare nel tenue celeste,
con il tempo il rosso del cuore s'è sparso,
disciolto a colorare l'elemento liquido d'intorno,
quel pezzo di carta che ha cambiato il mondo della mia vasca,
è ora inzuppato, si son sciolte anche le pieghe,
è aperto sul fondo della vasca, appiccicato, quasi aggrappato,
s'è svuotata la vasca, non ho capito ancora bene,
dovrò stendere il foglio devo riempire nuovamente la vasca,
rivedere quali siano i nuovi colori,
c'è sempre il grande cuore sul foglio,
ma mi porto dentro quella sensazione,
il gorgo verso lo scolo,
l'acqua che avevo colorata andar via,
e la paura che anche il foglio potesse strapparsi e andar giù,
...giù.

Forse essendo sempre rimasto in ginocchio,
non posso cadere,
appoggiato al bordo della vasca,
come un capitano affacciato sul suo mare dopo una sbronza,
la mano in una tasca, stringe forte il pennarello del rosso,
aspettando che quel foglio si asciughi.

La paura del gorgo,
qualche goccia di tenue celeste lungo il profilo degli occhi.

martedì 22 settembre 2009

barattolo di vetro con vortice d'acqua




Questo andamento sinuoso mi da serenità,
è sottosopra,
è dopo una tempesta nel barattolo,
scossoni e turbinii che,
si placano nel giro di poco.

Però ho smesso,
mi facevano male le braccia con tutto quell'agitare,
e non perchè fossi stanco di guardare l'acqua nel barattolo.