Ho incontrato ragazzi della mia età,
che sono divenuti uomini diversi da me.
Ho incontrato figli della mia età,
ma io sono cresciuto fino ad esser più genitore che figlio,
credendo di essere migliore dei miei genitori,
sapendo il confronto impossibile,
ma avendo il cuore oltre l'ostacolo dell'esser figlio.
Ho sfiorato uomini della mia età,
che contro il mondo tutto,
inseguono una speranza da oltre dieci anni,
ed ho creduto disperato il mio modo di vivere,
ma hanno trasformato in infinite le mie possibilità.
Tento di capire,
questi uomini della mia età così diversi da me,
sentendoli così lontani dal mio intimo essere,
ho senzazione dell'essistenza dell'amare sbagliato,
resto aggrappato all'incertezza che il mio sia possibile,
ascolto la pioggia incessante cadere
ma non sarà sufficiente al dilavarmi
da questo senso di tristezza.
Resterò qui ad aspettare il sole della mia,
certa, rinnovata, estate, forse cercando di
meritarla.
Questa estate che fra l'altro passerà,
in compagnia di qualche bicchiere,
parlando e scrutando altri uomini della mia età.
domenica 21 giugno 2009
Uomini della mia età
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18 lasciti in parole:
La densità del concetto é qui espressa con saldo convincimento e velata malinconia.
Ed è passato un anno da quando annunciavi a noi e al mondo la tua gioiosa partenza per l'amata Sardegna.
Luca crosifisso (2008) e Luca che erige castelli di sabbia (2009)parlano di un uomo ironico che non ha paura di proporsi nei suoi aspetti più significativi.
Pregevole il testo, belle le foto.
Complimentissimi !
questi toni chiaroscuri
mi ricordano il temporale
passato spinto dal vento
sembri un quadro di friedrich http://it.wikipedia.org/wiki/Viandante sul_mare_di_nebbia
sembri ma sei di più...
Renata, grazie, sei sempre lusinghiera nei miei confronti, non so se lo merito.
La forza di un individuo sta nel proporsi come si è... forse lasciando agli altri lo sforzo dell'adeguarsi.
Vedi, non tutto è qualità !
Perchè prendermi sul serio, c'è già chi lo fa, anche per me.
A parte i commenti da asino,
è che in ognuno di noi c'è il serio ed il faceto, la temerarietà e la paura, la comprensione ed il rifiuto, e quasi mai sono nettamente distinti.
Mi racconto, non del tutto chiaro e diretto, ma mi rileggerò un giorno e son certo che ricorderò lo stato d'animo; è quello che lascio fra queste righe.
Radha, Sono sceso dalla montagna, sono immerso nel mare di nebbia, sono meno cupo della rappresentazione del quadro,
molto più inquietante l'astrazione dell'artista rispetto al mio rimuginare le sensazioni, gli schemi altrui, non è solitudine in cima alla montagna, è il ricercar a terra, fra le nebbie mie e altrui, un confronto meno ambiguo.
Semplicemente, uscito venerdì sera con due amici (che sono con me dal liceo), sono figli e padri, ma quante filosofie diverse nei nostri modi d'esser; altro frangente, sabato siamo andati ad un incontro con dei bloggers nell'ambito di un evento su tre giornate organizzato da una onlus umanitaria, dove hanno parlato anche due uomini che son scappati dal loro paese in Africa, incontro ad un'illusione, dieci anni di peripezie che a fatica ci hanno accennato ed in parte raccontato, per raggiungere il nulla o quasi. Incontro umano grave di emozioni e sensazioni, ci sarebbe tanto da dire.
Domenica mattina piove forte, ed il senso di malinconia e tristezza, l'incapacità di sentirmi migliore, l'aspettativa di altri confronti, l'idea che i tanti modi di esser uomo non mi piacciono, l'arroganza di sentirmi migliore, la speranza nel divenir meno peggio, e nell'attesa ho scritto il post.
Grazie, che Vi esprimiate, lo apprezzo, son asino anche per esser bastonato senza sentir troppo dolore ;)
Bisogna anche saper vivere la propria età, molti non lo sanno fare
Baol, dai sii meno criptico, in cosa si esemplifica il saper viver la propria età.
Saremo abbastanza maturi o troppo acerbi, avremo una guida intitolata "sintonia d'epoca", un libro con esperienze altrui che definisce cosa si deve pensare ad una certa età.
Te lo dico col sorriso, contro il mio modo di essere, se non si sentisse esser "propria" quell'epoca anagrafica che pregiudica aspettative ?
Non credo sia il "mal di crescere", forse di più l'esser cresciuti male.
Con la stupenda famiglia che ti ritrovi certamente sei stato un padre eccezionale, la tua grande sensibilità può farti sentire il peso di situazioni che vorresti cambiare, ma non sempre è possibile.
La tua estate è appena iniziata e passare dei momenti parlando in compagnia di qualche bicchiere è molto piacevole, specialmente sapendo che quando ritorni a casa trovi il calore della tua famiglia.
Cordialmente
Sileno
Sileno, felice di ritrovarti qui !
Sai che la famiglia è un lavoro di gruppo, impegno e fortuna, dubbio continuo per la giusta misura delle cose.
Eccezzionale, grazie, ma credo di doverci continuare a lavorare ancora una cinquantina d'anni...
So che ci sono cose impossibili da cambiare per il solo me, ma almeno posso sconfiggere l'indifferenza, soffrire in compassione e meditare, sai le idee viaggiano nostro malgrado, basta parlarne, come sai qualcuno ascolta e spesso fa bene anche solo questo.
Si la famiglia è un rifugio, ma viverla così credo sia un modo sbagliato, occorre trasmettere per quanto possibile l'idea di libertà, compatibilmente con la responsabilità comune, ma cercando la famiglia stimolo, non vincolo, (difficile, difficile, c'è molto da lavorare e nessuna certezza di riuscita).
Sperando di rincontrarti, seduti davanti un tavolo, offrendoti qualche bicchiere.
Molto sagge le tue parole.
Qualche bicchiere in amicizia è una delle gioie della vita.
Sperando di rincontrarci presto.
Ciao
Sileno
Si guarda sempre avanti ho indietro...
Quando ero piccolo sembrava che il mondo fosse degli adulti...adesso che sono adulto il mondo è in mano ai giovani perche' devono ancora decidere cosa fare da grande..... Lucignolo è molto profondo cio' che pensi e che scrivi e avendo la tua eta' piu' o meno non mi dispiacerebbe incontrarti.... anche se la tristezza e la nostra bella estate non dipende da nessuno di noi.... un salutone...
Fernando, un giorno, sedendoci a parlare scopriremo che la vita non ce l'ha in mano alcuno, siamo noi che cerchiamo intorno, forse meno di quanto scrutiamo in noi; non esiste un'età per fare e pensare le cose. Ritengo che siamo solo noi stessi a scandire il nostro tempo, nostra la colpa del lento andara o del troppo correre, nostra la gioia del giusto ritmo.
your blog is good ,
I like it.
Da 3 settimane nella mia terra,nella mia casa, molte ore nella soffitta per cercare di liberare spazio (impresa molto ardua, in 50 anni QUALSIASI cosa si portava sù)...e vai con le capriole!Ho passato ore tra l'odore della polvere e dei ricordi, mi sono fatta qualche risata e qualche piantarello mentre affogavo tra le fotografie.
Poi, al "piano"della vita quotidiana, ho rivisto un bel po' di amici del "passato".Molti, quasi tutti , sono genitori. Ed io faccio fatica a vederli come padri e madri.E non va bene, e questo mi fa riflettere.Io che non lo sono, forse non voglio crescere (metto il forse per darmi una chanse(forse non si scrive così)).Per me, gli amici dei 20/30 anni sono rimasti così, li penso com'erano,
non li faccio crescere.Sono ferma alle fotografie.E l'emozione è la stessa.
Che facco? porto in discarica anche PeterPan?
Maris, pezzi di carne, carote, cipolle, mele, miele, finocchiella, ginepro, rosmarino, lardo e pancetta... e tanto altro !
Chi mai potrebbe permettersi di dire ad altri con cosa cucinare il proprio brodo ?
Io ti posso raccontare cosa ho buttato nel tempo dentro il pentolone, nel brodo in cui sguazzo, saggiando e risaggiando, ma solo questo.
Non giudico il sapore, non mi sento cuoco che dispensa consigli sul come condire delle pietanze altrui, certo magari son curioso del sentir le ricette altrui, per confronto, si cucina meglio mischiando e sperimentando.
Se hai una pietanza che ti fa star bene, è giusto che tu la possa rigustare finchè ne abbia voglia.
Questioni di palato, questione troppo personale.
Ma poi penso, chi di noi è mai rimasto come era ?
Dai, non sarebbe neppure giusto !
Il sottile senso di rammarico che percepisco (ma il naso inganna), è forse perchè sei conscia che non è come vorresti immaginare.
Non terrai Peter legato con un filo alla caviglia solo per vederlo svolazzare sopra i tuoi sogni, sei costretta a saltare dalla finestra ancora una volta con un pensiero felice.
Prova, i pensieri felici possono essere come le ciliege ?
Bello scritto, cumplimenti.
Ma no, dai, non cerco ricette (magari un elisir...)gioco un po' con i sogni, con le illusioni, è che quando torno al nido mi faccio avvolgere dalle "rimembranze".
Ma ho ben chiaro chi non sono.
Poi domani chiuderò la porta,nessun giro di chiave, prendero' il treno, la metro, la corriera e rivedrò il mare.Tutto questo con un sorriso da ebete.(già mi vedo)
E poi.....sono anche un po' stufa di questa pioggia!!!!!
Certo, se fossi Peter il viaggio di ritorno durerebbe 1 ora e non 6!!!!
@Sill benvenuta, son contento ti piaccia.
@Maris quindi pensieri felici, svolazzano... chi di noi difronte uno specchio, scrutandosi bene, non scorge lo sguardo da ebete probabilmente si prende troppo sul serio.
La coscienza del nostro essere oggi non ci toglierà mai le cose buone del nostro vissuto di ieri. Conviene sempre guardarsi per quel che si è divenuti, perchè da lì viene una grande forza e farlo non ci toglierà certo le nostre migliaia di possibilità nell'essere.
Padre Lucignolo.
C'è stata una fusione tra il ciuccio e il prelato di zipuò?
Fermo!
Frena la permalosità (?!?!) sto scherzando.
Volevo solo dire che sei "confortevole".
Mi sento un po' dondolo, un po' poltrona !
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