Ero già stato ingoiato, la bocca del lupo si chiudeva alle mie spalle ed una fila di denti con lievi bagliori giallastri mi gocciolava a pochi centimetri saliva di cui percepivo il tiepido calore,
la luce e con essa la possibilità di vedere qualsiasi cosa all'interno dell'antro famelico del mostro diminuiva drasticamente e feci in tempo solo a scorgere in fondo all'arcata coronata da colonne d'avorio maleodorante uno scivolo rosa sovrastato dal velopendulo. Dunque ancora non ero stato ingoiato, ingoiato, ingoiato (Toh ! C'è l'eco).
Ma dove ero ? Perchè mai avrei dovuto restare qui, buttarmi giu o lasciarmi ingoiare ?
Non poteva essere reale, era solo il sogno di quel che non avrei voluto e di come mi sentivo,
quindi senza più aver barlume, senza vedere, mi voltai come un fuso, a perno su piede sinistro,
pigiai l'inesistente citofono e senza attender risposta, “mi apre perfavore, devo entrare !”.
Entrare, si, e non uscire, rientrare in una esistenza compiuta.
Quel muro di denti ora appariva bianco, splendente nel suo lento riaprirsi, con la luce che filtrava ad accecarmi, una lunga lingua o un tappeto rosso, si strotolò, saltellando lungo una serie di rimbalzi, forse gradini, forse buche lungo la discesa, era il suo un andar via oltre i dubbi e le paure, come un'intuizione nello schivar gli ostacoli, era un'invito audace verso l'infinito, o era solo il mio sogno, no ! Era il riappropriarmi di tutte le possibilità che avevo ignorantemente abbandonato, lasciato lì, cacciandomi nelle fauci del lupo. Fuori, cielo azzurro e tappeto rosso, innumerevoli altri sogni.
Mi girai a guardare “la bestia” ma era solo un povero cane bastonato, che aveva ingoiato la cosa più vicina, per fame, per sopravvivenza, mi sarebbe bastato allontanarmi in direzione del mio percorso incerto, verso l'infinito delle possibilità mai più negate.
Ma ora avrei potuto anche voltarmi come un fuso, a perno sul piede destro, a riguardar dentro quel buio minaccioso.
sabato 13 giugno 2009
Percorso infinito
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18 lasciti in parole:
A volte tra le fauci di un povero cane bastonato si può trovare la risposta ai propri desideri e l'avverarsi di qualche sogno: basta accendere la luce della speranza.
Luigina, non son le fauci la risposta,
non può esser una risposta per tanti desideri, il sogno non esiste, come il buio dei nostri pensieri, esistono le possibilità di fare le cose e l'ignoranza nel capire le proprie necessità e potenzialità. Ma non sempre occorre riuscire, è molto più importante provare a cambiar direzione.
Ma grazie per l'auspicio di speranza... dove sta l'interruttore ?
Visto, non mi smentisco, occorre cercare !
...davvero il cercare è la molla che accende la luce...
Forse Luca diamo un significato diverso a questo termine. Per me entrare nelle fauci del lupo vuol dire anche avere il coraggio di vedere oltre il buio. Forse l'interruttore è lì davanti a te e sei tu che non lo vedi.
Luigina, nel mio post visionario la bocca del Lupo è solo una direzione sbagliata, l'imbocco di un cul de sac, un vedere negativo, un interpretare male la propria esistenza e intraprendere una via che porta alla chiusura ed alla negatività, all'allontanarsi dalle proprie possibilità solo perchè abbiamo un corollario di "buone intenzioni" di altri, colonne di avorio, che ci ingabbiano, priorità che non ci appartengono.
La speranza, le speranze, sono tante, tutte vivide, perfino facili da raggiungere, basta cambiar direzione, un girarsi alla portata di chiunque.
I sogni, non sono tali, la definizione è errata, ciò che speri di fare non va chiamato sogno perchè è reale, direi in alcuni casi necessario e non procrastinabile.
Quindi non idealizzazione ma consapevolezza.
Il lungo tappeto rosso, il nuovo percorso, non privo di ostacoli, ma con la leggerezza nel cuore di chi è consapevole che cercando nel giusto si superano anche le avversità, a volte serenamente a volte con travaglio, a volte solo tralasciando, saltando il gradino... inesistente, forse.
Fuori raggiunto il proprio stadio di maturità, qualsiasi sia la direzione sarà quella giusta.
Certo che io ci ho messo dentro molte altre sfumature e simbolismi, forse restenno solo miei, ma ognuno deve leggerci ciò che vuole, poi semmai se ne parla.
Insomma un percorso astratto per dire che è nei nostri piedi, nel nostro cuore e nella nostra mente che dobbiamo cercare chi siamo, e poi scegliere dove andare e cosa fare.
Primo percorso, la consapevolezza di se stessi, se non c'è va cercata, darci credito, ed intraprendere il viaggio.
Vedi Luigina, non credo conti sempre capire esattamente, è il generare una sensazione ed una introspezione ciò che vorrei.
Chaty Davvero, davvero, dovremmo darci tutti più possibilità, cercare potrebbe aiutare, anche se non è detto che dovremmo indagare tutti in una stessa direzione, ne scartare con gli stessi setacci; ma se inizi a cercare che qualcosa lo trovi, è sicuro, a volte trovi altro che non sapevi neppure di averne bisogno; magari l'interuttore della luce è prima di entrare nella stanza ed occorre uscire per trovarlo.
E non credo sia utile cercare esclusivamente da soli, occorre confrontarsi per avere nuovi spunti, nuove ottiche, altri orizzonti.
Buona domenica.
Certo che è davvero moooolto stimolante leggerti.
Sei un "lucignolo" davvero inconsueto; i tuoi pensieri percorrono tali profondi sentieri che difficilmente, io, darei alla scaltra saggezza di un normale "lucignolo".
Torno con calma; devo rileggerti con serenità di spirito (uhmmm, la avrò mai?)
Vabbè; prima o poi ci reincontreremo sotto il "nocciuolo". Un abbraccio.......
Manolita, buona giornata a Te !
Ah Ah ! Non voglio indagare su quali stimoli provoca il leggermi...
Dal basso del mio essere somaro aspiro a divenir asino che vola; anche se poi nessuno mi crederà.
Aspetto una tua, calma, disanima che apra nuovi orizzonti, ma anche un tuo tiro al volo sull'asino che vola andrà benissimo.
Chissà, chissà se raggiungeremo mai il "nocciuolo", della questione o della campagna che sia, intanto ci si pensa !
Dio ! Che splendida similitudine, Luca. Sono alla terza rilettura e altre ne verranno perché vorrei trascriverla e imprimerla nella mente. Mi piace.
Mi piace perchè sa di rinascita, di consapevolezza, di pulizie di fine stagione....anche per l'anima. Che dire ?
Non altro, non ora. Non io.
Dice bene (come sempre..)Renata, "pulizie di fine stagione per l'anima"
Si si.
Adesso è ora, anche per me.
Tre giorni tra i monasteri del Lazio.No no, nessuna crisi mistica, solo desiderio di bellezza e armonia.(chissà che ritorni con qualcosa da condividere...)
Ok ragazzuole,
Renata e Marisgutta, ora dovrete dirmi, quale è la stagione terminata ?
Renata, grazie, son contento ti solletichi riletture.
Marisgutta, eppure basta poco per condividere..., che sei passata dai trappisti ?!
Mado'. Ti piacciono proprio le sfide! Quando si parla di fine stagione ...vuoi sapere - nello specifico - di quale si tratta!
Ma io...che ne so ? Dipende da te;
la stagione dei sogni?
la stagione della passionalità?
la stagione delle illusioni ?
Una stagione insulsa?
Quella del dolore ?
Ma non conta cosa si chiude. L'importante sta nelle pulizie di quel fine stagione che annuncia ripresa, nuovo inizio. E' questo che conta! E tu lo sapevi, vero ?
Renata, dunque pensi che sia importante comunque sia il rislancio, mentre io credo sia fondamentale aver capito da dove si riparte per far divenire potenzialità le prospettive aperte dagli insuccessi o semplicemente dai momenti di stasi.
Insomma sono il prodotto del mio divenire, solo se comprendo a fondo quell'oscuro, grande e pesante bagaglio che riempio andando avanti lungo la mia esistenza.
Non lascerò lungo la via, ne sogni, passionalità, illusioni, periodi insulsi e dolore, probabilmente li disporro sul tappeto della mia stanza, come fa un bambino con i vecchi giochi, per riscoprirli con altra ottica, reinterpretando senza scordare come giocavo diverso un tempo, sperando di essere un bimbo nuovo e migliore.
E lo so che sono un uomo e pure asino, lasciatemi magnanimi a qualche volo pindarico !
Filosofo, poeta, rimatore,insomma...Luca!
Leggerti, non è un passatempo, ma un arricchimento, una risposta a mille perché, un'approfondimento mai comclusivo, sempre stimolante.
E' vero! Rilanciare è importante, ma con l'attenzione arricchita dal trascorso - come tu hai precisato!
"Come fa un bambino con i vecchi giochi!"....omissis......
"sperando di essere un bimbo nuovo e migliore".
PAROLE FANTASTICHE E STUPENDE SINTESI, Bravo Lucignolo e...grazie.
Quella piccola parte di "venetitudine" (!?!?) che ti appartiene, ti fa comprendere il significato di " schizza peoci"????
;) ;) ;)
Quando faccio ordine in quei cassetti/deposito/ti metto li poi...decido, raramente butto,più che altro riprendo in mano i ricordi, destino a loro altri spazi, magari ci scappa una pulitina e anche qualche scusa...
qualche risata e dei "groppi"
Ma che te lo dico a fa'....
(ma....hai l'impressione che qualcuno freni i tuoi voli????se alzi la testa io sono ancora più in alto)
Renata, grazie a te, che mi imbrodi un po' troppo, ma mi piace l'idea della riflessione senza fine dovuta a nuovi risvolti stimolanti.
Maris, no, evidentemente sono meno veneto di così, non conosco il modo di dire, sono pidocchi o cozze ?
E schizza che vuol dire ?
Però ricordo una barzelletta di uno che affogava ed erano rimaste fuori solo le braccia e lui affongando si preoccupava di continuare a schiacciare un pidocchio... era quello ?
Me lo diresti ;)... perchè la condivisione, fa bene ed aiuta a capircisivi.
(No, nessuno mi frena, tutti i limiti che ho sono mia ignoranza o mia scelta.)
Schiaccia pidocchi. che non te ne fa passare una...un po' pignolo...(ma la traduzione appesantisce il significato)(Lo so che non sei pignolo).
Adesso do una rispolveratina al mio blog.
Ciao Lucignolo, grazie per la visita come per la bellissima poesia.
Sei benvenuto ...
* Tu ha un blog davvero interessante.
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